C’è un momento preciso in cui Ginosa ti cattura. Non è quando entri in paese dalla statale, non è nemmeno quando parcheggi e inizi a camminare tra i vicoli di tufo. È quando ti avvicini al bordo della gravina e guardi giù: centinaia di abitazioni scavate nella roccia, chiese affrescate sommerse dal silenzio, un canyon che sembra uscito direttamente dalla Cappadocia turca. Lì capisci che stai guardando qualcosa di straordinario.
Alla scoperta di Ginosa
Giro la Puglia da vent’anni. Ho percorso la Valle d’Itria fin quando non ho smesso di contare i trulli, ho visto l’alba a Polignano abbracciato da altre duecento persone con il telefono in mano, mi sono perso a Lecce tra barocco e spritz. Ma Ginosa, nella sua testarda discrezione, continua a sorprendermi ogni volta che ci torno.
Siamo a 45 minuti da Taranto, a un’ora scarsa da Matera, in quel lembo di Puglia arcaica che il turismo di massa non ha ancora colonizzato del tutto. E questo, nel 2026, è già di per sé un lusso raro.
“Ginosa è la città gemella di Matera che non ha ancora perso la sua anima.”
La Gravina di Ginosa: scendere dentro la storia
La mattina comincia qui. Arrivo al belvedere sul bordo della gravina intorno alle 8:30, quando la luce ancora rasente dipinge le pareti di tufo di un arancio bruciato che nessun filtro Instagram riuscirebbe a migliorare. La gravina si snoda a ferro di cavallo per oltre dieci chilometri: un canyon scolpito nei millenni che custodisce l’intera storia di questa comunità. Per approfondire la gravina di Ginosa leggi questo articolo.

I sentieri dei Rione Casale
Scendo lungo i sentieri verso il Rione Casale, il villaggio rupestre abbandonato. Nel 2015 un’alluvione costrinse il Comune allo sgombero definitivo delle ultime case-grotta ancora abitate. Camminare tra queste pareti è una delle esperienze più intense che si possa fare in Puglia: ci sono le scalinate consumate dai piedi di generazioni, le cisterne per l’acqua piovana, i giardini pensili rimasti sospesi nel vuoto. Ho sentito raccontare da un anziano del posto che suo padre portava ancora gli animali a stalla qui negli anni Settanta. Quella frase mi è rimasta dentro.
Il Rione Rivolta
Il Rione Rivolta, invece, è più accessibile e le case-grotta — strette e addossate le une alle altre come cellule di un alveare, tutte rivolte a sud per catturare il sole — sono conservate in buono stato. È qui che si trovano le chiese rupestri più significative: la Chiesa Rupestre di Santa Sofia, scavata direttamente nella roccia e ancora decorata con affreschi bizantini di straordinaria qualità, e il Santuario della Madonna della Loe, meta di devozione popolare che ogni estate rivive con la Passio Christi, quando la gravina si trasforma in un palcoscenico vivente capace di ospitare migliaia di fedeli.
Da sapere prima di scendere
- Indossa scarpe comode con suola antiscivolo: i sentieri sono sconnessi
- Porta acqua: d’estate il canyon riflette il calore in modo imprevedibile
- Le guide locali (chiedi all’ufficio turistico iTourist Ginosa) rendono la visita molto più ricca
- Pasolini girò qui alcune scene de Il vangelo secondo Matteo: tienilo a mente mentre cammini
Il Castello e il Borgo Antico di Ginosa
Risalito dalla gravina, mi dirigo verso il Castello. Roberto il Guiscardo lo fece costruire intorno al 1080, arroccato sulla rupe con tre torri merlate e un ponte levatoio. Nel Cinquecento fu parzialmente demolito e trasformato in palazzo nobiliare, ma la parte posteriore — quella che si affaccia a strapiombo sulla gravina — conserva ancora la struttura primitiva normanna. È uno di quei luoghi dove senti fisicamente il peso dei secoli.

La Chiesa Madre della Vergine del Rosario
Il castello non è visitabile internamente in modo continuativo (è purtroppo uno dei nodi irrisolti della valorizzazione locale), ma la sua sagoma che emerge tra i vicoli di tufo è già di per sé uno spettacolo. Da via Matrice, percorrendo un centinaio di metri, si arriva alla Chiesa Madre della Vergine del Rosario, con il suo interno decorato e il campanile che scandisce ancora le ore della città. La Torre dell’Orologio in piazza centrale è il simbolo riconoscibile di Ginosa: restaurata di recente, vale una fotografia, anche se la piazza intorno attende ancora di essere valorizzata pienamente.
Corso Vittorio Emanuele
Corso Vittorio Emanuele è il cuore pulsante del borgo. È qui che trovo il Caffè del Borgo Antico, sistemato in un palazzo settecentesco: un caffè storico dove l’espresso è ancora quello di una volta, servito con la pasta di mandorla che è specialità locale. Mi siedo un quarto d’ora, ordino anche un pasticciotto e riprendo forze per il pomeriggio.

Il Parco Archeologico di Santa Maria Dattoli:
A pochi chilometri fuori dal centro, vale assolutamente la deviazione al Parco Archeologico di Santa Maria Dattoli: qui sono state rinvenute tra il 2006 e il 2008 testimonianze bizantine straordinarie e un antico ninfeo romano del II secolo a.C. Una finestra sulla stratificazione storica di questo territorio che pochi visitatori ancora conoscono.
La giornata perfetta: tappe e orari
Belvedere sulla Gravina
Prima luce sul canyon. Il momento migliore per fotografare le pareti di tufo. Inizia la discesa verso il Rione Casale.
Chiese rupestri e Rione Rivolta
Santa Sofia, la Madonna della Loe. Con guida: almeno 90 minuti. Senza: un’ora. Porta la torcia sul telefono.
Castello e Chiesa Madre
Il centro storico, la Torre dell’Orologio, il Caffè del Borgo Antico per la pausa caffè e pasta di mandorla.
Pranzo in paese
Carne al fornello o cucina rupestre. Vedi la sezione ristoranti. Prenotare in alta stagione è consigliato.
Parco Arch. Santa Maria Dattoli
4 km dal centro. Il ninfeo romano e i reperti paleocristiani per chi vuole approfondire la storia del territorio.
Marina di Ginosa
20 minuti di auto. Spiaggia Bandiera Blu, lago di Salinella, pineta. Il tramonto qui è un’altra cosa.
Dove mangiare a Ginosa: la verità sui locali
Ginosa è pura cucina di territorio, di quelli che non fanno sconti alla geografia. Qui la Murgia è dietro casa, le masserie producono olio che potrebbe vincere premi internazionali. Il risultato è una tavola che unisce terra e mare con una naturalezza che nelle città si perde.
Il piatto che non puoi non assaggiare è la carne al fornello, cotta alla brace nelle macellerie-bracerie del paese. La tradizione locale prevede di scegliere il taglio direttamente al bancone: braciole, bombette, costine, frattaglie. È un rituale, non solo un pranzo.
Macelleria Braceria di Michele Carpignano
Carne al fornelloIl posto dove i ginosini vanno a mangiare, che è già la migliore recensione possibile. Carne scelta al bancone, brace a vista, tavoli semplici. Niente fronzoli, tutto sapore. È costantemente in testa alle classifiche locali su TripAdvisor e lo merita.
→ Da ordinare: bombette di capocollo e braciola alla brace.
Caffè del Borgo Antico
Colazione e pausaPalazzo settecentesco in piazza Orologio. Per il caffè del mattino e la pasta di mandorla. L’ambiente è quello di un bar di paese d’altri tempi, con le salette che si affacciano sulla corte interna. Una di quelle attività decennali che reggono il tessuto sociale del borgo.
→ Da non perdere: la pasta reale di mandorla e i taralli fatti in casa.
Cantina Poggio Cignano
Vini localiFondata nel 2005, è diventata un punto di riferimento per i vini del territorio ginosino. Primitivo, Negroamaro, Fiano: qui si trovano etichette che raccontano il terroir ionico-murgico. Visita alla cantina e degustazione su prenotazione.
→ Da assaggiare: il Primitivo di Manduria in abbinamento con formaggi di capra locali.
Prodotti tipici da portare a casa
- Olio extravergine di oliva delle masserie della Murgia ginosina
- Pasta di mandorla (dolci di pasta reale) dal Biscottificio Artigianale locale
- Taralli e frise pugliesi nei negozi di prodotti tipici di Corso Vittorio Emanuele
- Vini Primitivo e Negroamaro delle cantine locali
- Formaggi di capra e ricotta fresca dalle masserie della campagna
Marina di Ginosa e il Lago di Salinella
A venti minuti di auto dal centro storico, Marina di Ginosa è un’altra storia. Qui il paesaggio si rovescia: addio tufo e gravine, benvenuta la pineta che scende fino al mare Ionio con le sue acque cristalline. La spiaggia sfoggia la Bandiera Blu da oltre tredici anni consecutivi — un record per questa costa.
Quello che pochi sanno è che accanto alla spiaggia si trova il Lago di Salinella, una riserva naturale protetta dove fare birdwatching: in primavera e in autunno è possibile osservare cicogne, aironi e uccelli migratori che usano questo specchio d’acqua come punto di sosta. È uno di quei luoghi che fa capire perché la Puglia non finisce mai di sorprendere.
Il tramonto da Marina di Ginosa, con la sagoma della Torre Mattoni sullo sfondo del Ionio che diventa oro e poi viola, è una di quelle immagini che rimangono. Soprattutto se hai ancora in mente le chiese rupestri della mattina: in una sola giornata hai attraversato millenni di storia e poi sei finito con i piedi nell’acqua. Non male per una “piccola” destinazione pugliese.
Consigli pratici per organizzare la visita
Come arrivare
In auto da Taranto: 45 min. Da Matera: 1 ora. Da Bari: 1h30. La visita è molto più comoda in auto propria.
Quando andare
Aprile-giugno e settembre-ottobre: clima perfetto, folla ridotta. Estate bollente ma animata da sagre e la Passio Christi in agosto.
Eventi imperdibili
Passio Christi in gravina (agosto), Festa della Madonna del Rosario (5-7 ottobre), Sagra del Pesce e dell’Anguria (estate).
Info turistiche
iTourist Ginosa è il punto di riferimento locale per guide, tour della gravina e informazioni aggiornate sulla fruibilità dei siti.
“Ginosa non ha bisogno di reinventarsi. Ha solo bisogno che qualcuno si fermi abbastanza a lungo da capirla.”
GUIDA A CURA DI AGOSTINO D’ANGELO, AGGIORNATA A GIUGNO 2026

Agostino D’Angelo è un giornalista pugliese con una forte passione per il mondo dello sport, di cui è telecronista. È Direttore della testata giornalistica Best of Puglia, progetto editoriale digitale di proprietà della Linking Agency dedicato alla valorizzazione del territorio pugliese, oltre che autore presso Influent People e Gioco Pulito. Si occupa inoltre di ufficio stampa, affiancando aziende e professionisti nella gestione della comunicazione e della presenza mediatica.