Terlizzi, comune della provincia di Bari, è universalmente riconosciuta come la “Città dei fiori”. Questo appellativo non è semplicemente un vezzo turistico, ma il risultato di una tradizione florovivaistica che affonda le radici nella storia economica e culturale del territorio, trasformando una parte del paesaggio della Bassa Murgia in una distesa multicolore di serre e coltivazioni.
La fioricoltura terlizzese non rappresenta solo un’eccellenza produttiva, ma un vero e proprio DNA identitario che si intreccia con l’altra grande arte cittadina, quella della ceramica, e con la coltivazione dell’olio extravergine d’oliva.
L’origine e lo sviluppo del florovivaismo terlizzese
La storia del florovivaismo a Terlizzi ha un punto di svolta ben preciso negli anni Cinquanta del Novecento. Sebbene l’agricoltura e la cura delle piante siano pratiche antiche in zona, è in quel periodo che alcuni pionieri locali ebbero l’intuizione di riconvertire gli orti e i terreni agricoli verso la floricoltura intensiva. L’impulso iniziale fu dato da commercianti lungimiranti che introdussero nuove specie e tecniche colturali, trasformando la produzione da un’attività marginale a un vero e proprio motore economico.
Il fiore simbolo di questa prima fase di sviluppo fu il garofano, che nelle sue diverse varietà, pezzature e colori, conquistò in breve tempo la maggior parte dei terreni di coltura. Dalle iniziali coltivazioni “a pien’aria“, l’innovazione tecnologica ha portato gradualmente all’adozione delle serre, inizialmente rustiche, fatte di legno e cellofan, per poi evolvere in strutture moderne e tecnologicamente avanzate.
La trasformazione ha consentito ai floricoltori terlizzesi di svincolarsi dalla sola stagionalità e di garantire una produzione costante e variegata, essenziale per l’espansione sui mercati nazionali e internazionali. Oggi, il settore si estende su milioni di metri quadrati coltivati, un vero e proprio “regno di fiori” dove, se non sono garofani, si coltivano rose, tulipani, ortensie, mimose e ginestre, senza contare il vasto indotto del vivaismo.
Il mercato dei fiori: il fulcro dell’economia locale
L’epicentro di questa intensa attività è il mercato dei fiori di Terlizzi, una delle realtà commerciali più importanti d’Italia nel settore. Lo snodo commerciale, che movimenta un business da oltre 100 milioni di euro all’anno, è il luogo dove produttori e grossisti si incontrano, spesso prima dell’alba, per concludere affari in un breve e frenetico arco di tempo. L’importanza del mercato non è limitata al solo comune, ma si estende all’intero Distretto Florovivaistico di Puglia, di cui Terlizzi è parte integrante in virtù della legge regionale 23/2007.
Il mercato serve come punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno e per i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’organizzazione della filiera produttiva terlizzese è nota per la sua capillare distribuzione e per la capacità di gestire in tempi brevi il trasferimento di merce altamente deperibile.
Nonostante le sfide strutturali e la necessità di costante modernizzazione della struttura mercatale, come spesso evidenziato dalle associazioni di categoria, il mercato mantiene il suo ruolo strategico per l’internazionalizzazione del prodotto, con una ripresa delle esportazioni che ha interessato anche i Paesi ex-balcanici. È qui che si svela la maestria dei floricoltori che, con gesti antichi e sapienza moderna, selezionano e confezionano i fiori, garantendo la qualità che ha reso Terlizzi famosa.
Il fiore come simbolo identitario e promozione territoriale
La fioricoltura ha plasmato non solo l’economia, ma anche l’identità culturale e la promozione territoriale di Terlizzi. Il fiore è diventato un elemento inscindibile dall’immagine stessa della città, al pari, come detto, della sua antica tradizione ceramica (riconosciuta con il titolo di “Comune di affermata Tradizione Ceramica“), come il famosissimo polo ceramista Grottaglie. Questa doppia vocazione – arte e fiore – viene costantemente valorizzata attraverso eventi e iniziative. L’apertura straordinaria del Mercato dei Fiori alla cittadinanza in occasione di giornate come la Giornata Mondiale del Fiore è un esempio di come si cerchi di rendere note e tangibili le eccellenze locali. In queste occasioni, il mercato si trasforma in un luogo di incontro tra la comunità, le scuole, gli artigiani e i floricoltori, dimostrando che il fiore è parte del DNA di Terlizzi, un luogo di lavoro, di storia, di comunità e di identità. La visita alle serre terlizzesi, come promosso anche a livello istituzionale, è descritta come un’esperienza unica, un’immersione nei colori e nella maestria che mantengono viva la sensazione di una “primavera perenne” in questa parte della Puglia.
Giacomo Padellaro è un editore digitale ed esperto di web marketing. È Co-fondatore e CEO della Linking Agency, azienda nata nel 2021 specializzata in Digital Pr, SEO e Web Reputation.
Ha fondato e sviluppato numerose testate editoriali digitali di successo, tra cui Gioco Pulito, Influent People e Best of Puglia.