A Savelletri succede una cosa strana. Esci da uno dei resort più esclusivi d’Italia, fai trecento metri a piedi, e trovi un pescatore che apre ricci sul porticciolo e te li serve sul pane. Non è un’attrazione turistica organizzata. È la mattina ordinaria di Savelletri — e già da sola dice tutto su come funziona questo posto.
Frazione di Fasano, in provincia di Brindisi, Savelletri ha circa 500 abitanti stabili, una scuola elementare, una farmacia aperta tutto l’anno. Eppure nel raggio di pochi chilometri si concentrano alcune delle masserie più costose d’Europa, un parco archeologico di rilevanza internazionale e un porticciolo dove i pescherecci rientrano ogni mattina con lo stesso ritmo di sempre. Questa coesistenza non è una contraddizione da risolvere: è esattamente la ragione per cui Savelletri è un posto difficile da dimenticare.
Il porto: dove la giornata inizia davvero
Il centro della vita a Savelletri non è la spiaggia, né i resort. È il porto. Il ritmo della giornata è ancora scandito dal rientro dei pescherecci e dal lavoro sulle banchine — le reti da rammendare, le mute da stendere ad asciugare, le cassette del pescato da sistemare. Per chi arriva da fuori è uno spettacolo involontario, il tipo di scena che non si organizza per i turisti e che per questo vale doppio.
Al porto si trova anche l’esperienza gastronomica più autentica del borgo. I pescatori locali vendono e servono i ricci direttamente dal punto di sbarco: li aprono al momento, li portano su pane casereccio, e li propongono a chi passa. Non c’è menu, non c’è tavolo, non c’è servizio. C’è solo il sapore dell’Adriatico a pochi metri dall’acqua. Savelletri è considerata la capitale pugliese dei ricci di mare, e la stagione migliore va dall’inverno alla primavera inoltrata, quando il pescato è più abbondante e le pescherie sul lungomare lavorano a pieno regime.
La storia sepolta: Egnazia e i Messapi
Il legame di Savelletri con il passato non passa per un centro storico medievale, come accade in tanti altri borghi pugliesi. Passa per un sito archeologico che sorge a pochi minuti a piedi dall’abitato: il Parco Archeologico di Egnazia.
Fondata dai Messapi e poi diventata nodo strategico sotto l’Impero Romano, Egnazia era una tappa fondamentale della Via Traiana. Oggi si visitano i resti delle mura di cinta, il foro, il criptoportico e la necropoli. Gli scavi sono ancora in corso: è uno di quei luoghi dove il passato non è chiuso in una teca ma continua a emergere. Chi vuole capire perché questa costa è stata abitata ininterrottamente per tremila anni, la risposta è qui.
Un dettaglio che le guide tralasciano: fino al 1927 Savelletri era territorio comunale di Monopoli. Il passaggio a Fasano avvenne per decreto del regime fascista, dopo lo scioglimento dei consigli comunali. È un dato amministrativo, ma dice qualcosa di preciso su quanto questo tratto di costa sia sempre stato una zona di confine, contesa, di mezzo — tra mare e terra, tra nord e sud della Valle d’Itria.
Le masserie: il lusso che viene dalla terra
Ciò che ha trasformato Savelletri in una destinazione di respiro internazionale non è il mare in sé, ma il modo in cui il territorio circostante è stato reinterpretato. Le masserie fortificate che punteggiano la campagna fasanese — strutture rurali risalenti al XVI e XVII secolo, costruite per produrre e difendere — sono state negli ultimi decenni riconvertite in resort a cinque stelle. Masseria Torre Maizza, Masseria Torre Coccaro, Borgo Egnazia: nomi che circolano nei circuiti del turismo di lusso globale.
Non si tratta solo di sistemazioni esclusive. Queste strutture producono ancora olio extravergine dai propri uliveti, coltivano orti biologici, organizzano degustazioni e laboratori. Il lusso qui ha una logica agricola, radicata nella stessa terra su cui sorge. È una differenza sostanziale rispetto a un hotel di lusso qualunque — e spiega perché questo territorio continua ad attrarre investimenti internazionali.
La conferma più recente è l’apertura a Savelletri di una sede di Crazy Pizza, il brand fondato da Flavio Briatore, che ha scelto la costa fasanese per una delle nuove aperture del 2026 inserendo il borgo in un circuito che comprende Montecarlo, Ibiza e Doha. Non è solo un’operazione commerciale: è il segnale che Savelletri è ormai riconosciuta come polo di riferimento del turismo d’élite in Italia.
La costa: tra scogliere e calette libere
La spiaggia di Savelletri non è quella delle grandi distese sabbiose del Salento: il litorale alterna tratti sabbiosi a scogliere basse, con fondali che degradano dolcemente — adatti alle famiglie e allo snorkeling. Le acque hanno ottenuto più volte la Bandiera Blu. A nord, verso Monopoli, e a sud, verso Torre Canne, il paesaggio si apre in spiagge più ampie con la macchia mediterranea sullo sfondo.
Le Case Bianche — antiche costruzioni direttamente sugli scogli, quasi a toccare il mare — sono uno degli elementi visivi più caratteristici di Savelletri. Spesso ristrutturate, molte sono oggi residenze private, ma la loro presenza sulla scogliera settentrionale racconta la storia di un borgo che ha sempre vissuto a ridosso dell’acqua, senza mai distaccarsi da essa.
La gastronomia: terra e mare senza mediazioni
La cucina di Savelletri segue la stessa logica della topografia: non c’è distanza tra ciò che si pesca e ciò che si mangia. Oltre ai ricci, i crudi di mare sono il punto di forza dei ristoranti sul porticciolo — carpacci di pesce appena pescato, crostacei, polpo. Il pesce spada è un altro piatto che qui ha una tradizione specifica, legata alla sagra che ogni anno, la seconda domenica di agosto, si tiene in onore di San Francesco da Paola, patrono della gente di mare, con processione in acqua e cucina all’aperto.
La presenza delle masserie introduce un secondo livello gastronomico, quello della cucina di terra fasanese: i quattro prodotti che hanno ottenuto la denominazione comunale d’origine (De.C.O.) sono il Fiorone, il Pomodoro della Regina, le Cime di rapa e il Barattiere. Li si trovano nei ristoranti delle masserie e nei mercati estivi del borgo, ogni domenica.
Il risultato è un territorio dove si può mangiare a tutte le fasce di prezzo — dal riccio al porto al menu degustazione in masseria — senza che nessuno dei due estremi risulti falso o costruito.
Il futuro di un borgo con due anime
Proprio per questa sua doppia anima, che fonda natura e lusso, è fondamentale da una parte tutelare l’identità di borgo di pescatori, fatta di silenzi mattutini e tradizioni centenarie e dall’altra sviluppare il suo futuro consolidandola come capitale del turismo di lusso globale, alimentata da investimenti internazionali e dalla visibilità mediatica derivante da eventi di rilievo come l’ultimo G7 svoltosi in Puglia, al suddetto Borgo Egnazia.
Come visitare Savelletri
Quando andare: il periodo migliore per i ricci di mare è tra novembre e aprile. Per il mare, giugno e settembre garantiscono meno folla rispetto all’agosto. La Sagra del pesce spada si tiene ogni anno la seconda domenica di agosto.
Come arrivare: in auto dall’A14, uscita Fasano-Savelletri sulla SS379. La stazione ferroviaria più vicina è Fasano, a circa 7 km.
Il Parco Archeologico di Egnazia è aperto tutto l’anno con orari variabili per stagione — verificare sempre prima della visita.
Per dormire: l’offerta spazia dai B&B nel borgo alle masserie-resort nei dintorni. In alta stagione le strutture di livello vanno prenotate con mesi di anticipo.

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
Nel corso della sua carriera ha contribuito alla crescita e allo sviluppo editoriale di numerosi progetti digitali, curando la produzione e la direzione dei contenuti con un approccio orientato alla qualità e alla visibilità online.