La domanda relativa alla forma singolare del nome della Puglia riguarda un punto cruciale della sua identità storica e geografica.
Sebbene oggi il nome ufficiale e amministrativo sia inequivocabilmente Puglia (al singolare), è fondamentale riconoscere che la forma “le Puglie” (al plurale) non solo è linguisticamente e grammaticalmente corretta, ma è anche quella che meglio riflette la sua millenaria e complessa realtà storica e territoriale.
Il passaggio dal plurale al singolare è un fenomeno che affonda le radici nella storia romana, si consolida nel medioevo con le divisioni amministrative e culmina con l’esigenza di una nomenclatura univoca da parte dello Stato moderno.
L’origine del nome: dagli Iapigi all’Apulia romana
Le prime attestazioni del nome della Regione risalgono all’epoca pre-romana e romana. L’area era anticamente abitata da diverse popolazioni italiche, collettivamente note come Iapigi, i quali si suddividevano in tribù distinte, tra cui i Messapi, i Peuceti e i Dauni.
Quando Roma conquistò l’area, adottò il termine Apulia, derivante probabilmente dal nome degli Apuli o, secondo alcuni studi etimologici, da un termine greco che indicava una Regione senza acqua o dalla radice latina a-pulia (non-Grecia).
Fin da subito, l’area definita Apulia non era vista come un’entità unica. I Romani riconobbero due grandi sezioni amministrative e geografiche che, pur sotto la stessa egida, mantenevano una chiara distinzione: l’Apulia stessa, che copriva l’area centrale e settentrionale, e la Calabria, che all’epoca era il nome dato all’estremo Sud, ovvero l’odierna penisola salentina o Terra d’Otranto. Tale distinzione primordiale tra il corpo centrale e la punta del “tacco” contribuì a instaurare il concetto di una pluralità territoriale.
Le tre terre storiche e il Medioevo
Il plurale “le Puglie” trova la sua giustificazione più solida e duratura nelle divisioni amministrative che caratterizzarono il territorio dal Medioevo fino all’Unità d’Italia.
Il Regno di Napoli, e prima ancora le dominazioni normanne e sveve, suddivise la Regione in circoscrizioni ben definite, ciascuna con una forte identità culturale, amministrativa ed economica. Le tre principali entità amministrative erano la Capitanata, corrispondente all’attuale provincia di Foggia e anticamente governata da un catapano bizantino; la Terra di Bari, la fascia centrale costiera cuore della produzione olivicola e commerciale; e la Terra d’Otranto, che comprendeva l’intera penisola salentina.
Le “Terre” non erano semplici province, ma regioni storiche e culturali distinte, con dialetti e tradizioni proprie. Il plurale “le Puglie” era la formula geografica e letteraria che riconosceva e includeva collettivamente queste realtà diverse come un insieme di province unite da una storia comune, ma distinte dalle loro amministrazioni interne.
L’unificazione e il passaggio al singolare
Il passaggio definitivo dal plurale al singolare è avvenuto in epoca moderna, soprattutto in seguito all’Unità d’Italia nel 1861.
Con la creazione dello Stato unitario, si sentì l’esigenza di razionalizzare e uniformare la nomenclatura per fini amministrativi e politici. Il governo centrale necessitava di un identificativo univoco e singolare per l’intera circoscrizione regionale. La tradizione amministrativa del Regno di Napoli aveva già iniziato a prediligere la forma singolare Puglia per riferirsi al complesso territoriale, semplificando la miriade di suddivisioni storiche.
La semplificazione fu adottata dalla legislazione post-unitaria che, nel definire le grandi regioni del Regno, scelse per la maggior parte l’appellativo singolare, riservando il plurale solo a quei nomi che lo avevano irrimediabilmente radicato nell’etimologia, come nel caso delle Marche. Per la Puglia, si scelse la forma Puglia per denotare una singola unità politica e istituzionale all’interno del nuovo Stato.
La Costituzione del 1948 e il nome ufficiale
Il processo di singolarizzazione fu definitivamente sancito a livello istituzionale con la Costituzione della Repubblica Italiana del 1948. Quando le Regioni italiane furono definite come enti autonomi, il testo costituzionale e le successive leggi regionali adottarono ufficialmente il nome Regione Puglia. La scelta non fu solo grammaticale, ma rifletteva la volontà politica di proiettare l’immagine di una regione coesa e unitaria sotto un’unica amministrazione regionale. La forma plurale le Puglie è rimasta nell’uso letterario, storiografico e giornalistico per evocare la ricchezza e la diversità dei suoi territori interni, dal Gargano al Salento. Tuttavia, a livello giuridico e burocratico, è la forma singolare a prevalere, rendendo la Puglia un’unica entità amministrativa.

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
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