La tradizione del presepe in Puglia trova origini in una storia millenaria che mescola fede, arte popolare e maestria artigianale, contribuendo in modo essenziale al patrimonio culturale natalizio del Sud Italia.
L’usanza di ricreare la scena della Natività, che in Italia è universalmente associata all’iniziativa di San Francesco d’Assisi a Greccio nel 1223, in Puglia ha un’eco che, secondo alcune testimonianze, potrebbe addirittura essere più antica. Il presepe, in questa Regione baciata dal sole, si è evoluto nel corso dei secoli, assumendo caratteristiche distintive legate ai materiali locali e all’abilità dei suoi artigiani, diventando un’espressione unica e sentita della spiritualità e del folklore.
I presepi monumentali in pietra
Le prime attestazioni documentarie e scultoree dei presepi pugliesi risalgono alla seconda metà del Quattrocento. In questo periodo, e con un notevole sviluppo nel Cinquecento, l’espressione della Natività si manifestò principalmente attraverso presepi monumentali in pietra, spesso commissionati per chiese e cattedrali.
La scelta del materiale non fu casuale, ma dettata dalla ricchezza del territorio in pietra locale, come il calcare, il carparo e, in particolare nel Salento, la più tenera e malleabile pietra leccese, elemento centrale anche del Barocco. Questa materia prima, più resistente della terracotta o del legno usati in altre Regioni, ha garantito una conservazione eccezionale di queste opere nei secoli, permettendoci di ammirarle ancora oggi.
Il presepe più antico, a Galatina
Le sculture monumentali sorsero in concomitanza con la rinascita della statuaria in pietra, legata a nomi di importanti artisti come Nuzzo Barba da Galatina e Stefano Pugliese da Putignano. Il più antico presepe sopravvissuto si trova proprio nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina e i presepi, sebbene austeri rispetto alle scene sfarzose che si sarebbero diffuse più tardi, sono fondamentali per comprendere la prima fase della tradizione presepiale pugliese.
È interessante notare come l’area considerata “pugliese” in questo contesto includesse anche l’attuale provincia di Matera, che fino al 1663 faceva parte della Terra d’Otranto, mantenendo una notevole omogeneità artistica e culturale con l’Alta Murgia.
L’arrivo della cartapesta e della terracotta artistica
Mentre la tradizione monumentale in pietra declinava nel Seicento e nel Settecento, in Puglia, e soprattutto nel Salento, si affermò una nuova forma di arte presepiale legata a materiali più popolari e lavorabili. A Lecce, in particolare, fiorì l’arte della cartapesta, che raggiunse il suo apice tra Settecento e Ottocento. La tecnica permetteva di realizzare figure leggere, espressive e ricche di dettagli, dando vita ai celebri pupi salentini.
Le statuine, sebbene il corpo fosse modellato attorno a un’anima di filo di ferro, paglia e spago, presentavano spesso testa, mani e piedi realizzati in terracotta, un connubio che evidenzia la trasversalità delle tecniche artigianali. Le vesti venivano poi modellate con fogli di carta pesante imbevuti di colla di farina.
La mostra annuale del presepe a Grottaglie
Parallelamente, la lavorazione della terracotta trovò il suo centro nevralgico a Grottaglie, in provincia di Taranto, la “città delle ceramiche“. Qui, l’antica tradizione dei vasai si è espressa anche nella creazione di presepi e figure presepiali, che spaziano da composizioni più classiche a interpretazioni moderne e fantasiose. Oggi, Grottaglie è rinomata per la sua annuale Mostra del Presepe allestita nel Castello Episcopio, che celebra la maestria degli artigiani locali e internazionali, mantenendo viva l’antica arte figulina. Questa dualità di materiali, la cartapesta nel Salento e la terracotta nel Tarantino, sottolinea la ricchezza dell’artigianato pugliese.
La magia dei presepi viventi pugliesi
Oltre ai presepi artistici e scultorei, la Puglia è celebre per la sua ricca tradizione di presepi viventi, che trasformano borghi, grotte e paesaggi naturali in un’affascinante rievocazione della Betlemme di duemila anni fa. Questi eventi coinvolgono centinaia di figuranti, spesso volontari, che vestono i panni dei personaggi della Natività e degli antichi mestieri.
Tra le rappresentazioni più importanti e rinomate a livello nazionale si deve citare il presepe vivente di Tricase, in provincia di Lecce, considerato uno dei più belli e longevi d’Italia, allestito sulla collina del Monte Orco con uno scenario naturale straordinario, illuminato da migliaia di luci. Altrettanto suggestivi sono il presepe vivente di Pezze di Greco, frazione di Fasano, riconosciuto come uno dei più antichi della Regione e ambientato in un villaggio rupestre con insediamenti medievali scavati nel tufo, e quello di Alberobello, che sfrutta lo scenario incantevole e unico dei trulli nel Rione Aia Piccola.
Le ambientazioni sono varie e sorprendenti, spaziando dal Borgo Antico di Bari alle misteriose Grotte di Castellana e includendo persino il presepe di sabbia monumentale di Scorrano nel Salento, località famosa anche per le sue meravigliose luminarie. Queste rappresentazioni non sono solo spettacoli folcloristici, ma veri e propri percorsi spirituali che offrono ai visitatori la possibilità di immergersi completamente in un’atmosfera d’altri tempi, tra botteghe di maniscalchi, tessitrici e contadini, unendo fede e folklore in un’esperienza multisensoriale che celebra l’essenza più autentica del Natale.

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
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