La festa di San Nicola a Bari

Ogni anno, dal 7 al 9 maggio, la città di Bari si trasforma in un vivace palcoscenico di fede, cultura e folklore per celebrare San Nicola, il santo patrono amatissimo dai baresi e venerato in tutto il mondo. Una festa che affonda le sue radici nel lontano 1087, quando le reliquie del santo vennero traslate da Myra, in Asia Minore, alla città pugliese grazie all’impresa di 62 coraggiosi marinai.

Un appuntamento imperdibile che coinvolge tanto i cittadini locali quanto i turisti, travolti da un’inarrestabile atmosfera che risveglia il centro della città durante la festa più importante del capoluogo pugliese. 

La storia di San Nicola

Ma veniamo alla storia e alle origini di San Nicola. Al tempo vescovo di Myra, l’attuale Demre in Turchia, il Santo divenne noto ai tanti per i suoi numerosi miracoli e per la sua generosità che lo hanno reso una figura universale, venerata sia dalla Chiesa cattolica che da quella ortodossa. Tra le leggende più acclamate ricordiamo quella in cui salvò tre fanciulle dalla miseria, donando loro delle monete d’oro. Da qui nasce il simbolo iconico delle tre palle d’oro. Un’altra leggenda racconta che il santo resuscitò tre bambini uccisi da un macellaio, gesto che lo consacra ancora oggi come protettore dei bambini.

Proprio per le sue gesta, San Nicola è venerato in diverse città italiane, tra cui Venezia dove si trova l’altra chiesa dove sono conservate le sue reliquie, ed in altri Paesi del Nord Europa. Specialmente in Olanda, la figura di San Nicola divenne Sinterklaas, un personaggio barbuto vestito da una tunica rossa che nella notte tra il 5 ed il 6 dicembre porta regali ai bambini. Con l’arrivo degli olandesi in America il suo nome si trasformò in Santa Claus. Evolvendosi nel tempo nel moderno Babbo Natale. In Italia, la tradizione del santo che porta regali ai bambini è ancora viva in diverse regioni, come la Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige, il Bellunese, la Sinistra Piave e Lecco, dove San Nicolò è anche patrono della città.

Per quanto riguarda Bari, è nel 1087 che San Nicola diventa per sempre il Santo patrono. Le sue reliquie, trafugate dalla città di Myra, arrivano via mare nel capoluogo pugliese segnando l’inizio di una devozione che travalica confini e religioni.

Quando Bari si veste a festa

La Festa di San Nicola di maggio non è solo una ricorrenza religiosa, ma un evento identitario che coinvolge l’intera città e richiama pellegrini da tutta Italia e dall’estero. Oltre ai festeggiamenti del 6 dicembre, a Bari le celebrazioni più attese sono quelle che si aprono il 7 maggio con un momento particolarmente toccante: la processione via mare della statua del santo. Un momento molto suggestivo che vede San Nicola, accompagnato da una flotta di pescherecci e barche addobbate, lasciare la terraferma dal porticciolo di San Giorgio e navigare lungo la costa barese, salutato dai fedeli raccolti lungo il lungomare.

Non di meno, un altro degli appuntamenti più spettacolari è il corteo storico che si svolge l’8 maggio. Partendo dal Castello Svevo, centinaia di figuranti in abiti d’epoca rievocano l’arrivo delle reliquie nel 1087. Tra cavalli, tamburi, dame e armigeri, la città torna indietro nel tempo, ricreando l’atmosfera della Bari medievale, testimone di uno degli eventi più importanti della sua storia.

Il 9 maggio è il giorno centrale delle celebrazioni, che culminano nella concelebrazione eucaristica nella Basilica di San Nicola. Costruita appositamente per accogliere le reliquie del Santo è oggi uno dei più importanti luoghi di culto del Mediterraneo. Uno straordinario esempio di romanico pugliese, all’interno della sua cripta è custodita la tomba del santo, visitata ogni anno da milioni di pellegrini cattolici e ortodossi. Il momento più mistico è il rito della Sacra Manna, un liquido trasparente e profumato che secondo la tradizione trasuda ogni anno dalle ossa del santo. Ritenuta miracolosa, la manna viene raccolta e distribuita ai fedeli in piccolissime fiale, in un’atmosfera di raccoglimento e fede profonda.

A completare il quadro, per tutti i giorni di festa ci sono le tradizionali luminarie che decorano le vie del centro e la maestosa paratura luminosa in Piazza Ferrarese. Ma l’attesa più grande è per i fuochi d’artificio, i veri protagonisti della serata conclusiva. Lo spettacolo pirotecnico sul mare di Bari è uno dei più emozionanti d’Italia, un’esplosione di colori che emoziona grandi e piccini, segno visibile della devozione popolare e della gioia collettiva. E per i più piccoli? Le giostre di San Nicola, montate tra il lungomare e Largo Giannella, sono l’elemento magico che completa questo mosaico di emozioni. 

Cibo, tradizioni popolari e sapori di festa

Durante la Festa di San Nicola, Bari si trasforma in un grande convivio popolare a cielo aperto, dove la spiritualità si intreccia con i profumi delle ricette tradizionali e la vitalità di un popolo che celebra la propria identità anche attraverso il cibo. In Puglia, e a Bari in particolare, non c’è festa senza tavola imbandita, e la festa patronale più sentita non fa eccezione. Le vie del centro storico si animano di bancarelle, fornelli sfrigolanti e profumi che stordiscono di felicità.

Tra le specialità che raccontano la tradizione gastronomica del territorio ci sono le sgagliozze, fette di polenta gialla tagliate a rettangoli e fritte finché non diventano croccanti fuori e morbide dentro, spesso gustate calde, in piedi, con le mani unte e il cuore leggero. 

Accanto a loro le immancabili popizze, palline di pasta lievitata e fritta, spolverate di sale o arricchite con acciughe, che racchiudono in un morso l’essenza stessa del cibo di strada barese. 

Poi ci sono i panzerotti, ripieni solitamente di pomodoro e mozzarella, ma spesso reinterpretati con cipolle, cime di rapa o carne macinata, che si mangiano bollenti, tra mille risate e dita bruciate.

La focaccia barese, con il suo impasto alto e soffice punteggiato di pomodorini e olive nere, è regina di ogni banco e tavola, mentre le pettole, nuvolette fritte di pasta morbida, dolci o salate, sono protagoniste della notte tra il 7 e l’8 maggio. È proprio in queste ore che le famiglie baresi si riuniscono nelle case e nei cortili, cucinano insieme e condividono il cibo con amici, vicini e pellegrini, in un clima di intima allegria, dove la cucina si fa rito di unione e memoria.

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