L’esplorazione del litorale garganico in barca da Mattinata, in provincia di Foggia, offre un punto di vista privilegiato su uno dei tratti di costa più scenografici e geologicamente affascinanti della Puglia.
La porzione del Parco Nazionale del Gargano è caratterizzata da alte falesie bianche di natura calcarea che si tuffano a strapiombo nell’Adriatico, cesellate dall’azione millenaria del vento e del mare. L’apice di questo spettacolo naturale è rappresentato dai celebri faraglioni di Mattinata, le cui sagome iconiche sono divenute un simbolo indiscusso del promontorio pugliese.
La mitologia degli archi di Mattinata
I faraglioni di Mattinata sorgono maestosi di fronte alla celebre Baia delle Zagare (nota anche come Baia dei Mergoli), un’insenatura magica che richiama il profumo dei fiori degli agrumi. Le formazioni rocciose sono il risultato dell’intensa erosione delle rocce carbonatiche, in particolare calcari micritici bianchi, che costituiscono l’ossatura geologica del Gargano. La loro composizione rocciosa, ricca di antichi organismi marini e resistente all’erosione, ha permesso a queste sculture naturali di resistere al crollo, mantenendo in vita arcate e pinnacoli isolati.
I due faraglioni principali sono conosciuti con nomi suggestivi che si rifanno a leggende locali: l’Arco di Diomede e Le Forbici. L’Arco di Diomede, in particolare, è legato al mito dell’eroe greco Diomede, che secondo la leggenda avrebbe fondato diverse città della Daunia. La loro presenza non solo arricchisce il paesaggio, ma testimonia anche la costante trasformazione geomorfologica della costa garganica, caratterizzata da ripide scarpate e fenomeni carsico-marini, scenario di alcune delle più belle spiagge pugliesi.
L’itinerario marino e le grotte
L’unico modo per apprezzare pienamente la bellezza dei faraglioni e delle insenature circostanti è attraverso un’escursione in barca. Partendo dal porticciolo di Mattinata, i tour costieri si addentrano lungo un tratto di litorale, lungo circa 40 chilometri, che si estende in direzione sud-est verso Vieste, rivelando un susseguirsi ininterrotto di meraviglie naturali.
Oltre ai faraglioni, l’escursione offre l’opportunità di esplorare un complesso di grotte marine uniche al mondo, modellate anch’esse dalla corrosione carsica e dall’azione delle onde, come la Grotta Campana, la Grotta Sfondata e la Grotta dei Contrabbandieri, che affascinano i visitatori con i loro giochi di luce e acqua. All’interno di queste cavità, la luce solare, filtrando attraverso fenditure e aperture naturali, crea riflessi surreali e tonalità cromatiche che vanno dal verde smeraldo al turchese intenso. Alcune di queste grotte, come suggerisce il nome, venivano utilizzate in passato come rifugio da pirati e contrabbandieri, aggiungendo un velo di mistero e storia al paesaggio. La navigazione a filo d’acqua permette di toccare con mano l’imponenza delle falesie bianche e di fare soste bagno in calette incontaminate e accessibili solo via mare, come la vicina Baia di Vignanotica.
La Baia delle Zagare: un patrimonio naturalistico
La Baia delle Zagare, l’insenatura che custodisce i faraglioni, è considerata una delle spiagge più belle d’Italia e spesso citata da testate autorevoli come il National Geographic tra le più belle al mondo. Il nome “Zagare” si riferisce ai fiori bianchi degli agrumi che un tempo dovevano abbondare nelle vicinanze, mentre l’appellativo “dei Mergoli” è legato alla presenza dei merli e dei passeri solitari che popolano la zona.
La baia stessa è composta da spiagge di ciottoli bianchi e ghiaia, divise da speroni rocciosi, e la sua bellezza è strettamente tutelata. L’accesso via terra è strettamente regolamentato e spesso riservato a chi soggiorna nelle strutture alberghiere adiacenti, oppure limitato tramite concessioni giornaliere rilasciate dal Comune di Mattinata.
Un rigore all’accesso che ha contribuito a preservare la purezza dell’ambiente. L’escursione in barca aggira queste limitazioni, offrendo la migliore prospettiva panoramica sull’intera baia, con i faraglioni che si stagliano come guardiani in un mare cristallino, insignito per la sua purezza delle Tre Vele di Legambiente.
Il Gargano: un ecosistema da tutelare
L’area costiera di Mattinata, come detto, fa parte del vasto Parco Nazionale del Gargano, un’istituzione che si impegna nella salvaguardia della biodiversità e del paesaggio unico del promontorio. La navigazione lungo la costa permette di osservare la rigogliosa macchia mediterranea, composta da pini d’Aleppo, lauri e ulivi, che si aggrappa tenacemente alle pareti rocciose a strapiombo, creando un contrasto cromatico spettacolare tra il bianco della roccia, il verde della vegetazione e il blu profondo del mare.
La ricchezza naturalistica si estende anche al mare, con acque cristalline che fanno parte di un ecosistema marino sano. Sebbene le famose Isole Tremiti, un’area marina protetta di eccezionale valore biologico, siano localizzate a nord del promontorio, l’intero litorale garganico, in particolare il tratto tra Mattinata e Vieste, è un esempio eccellente di paesaggio costiero carsico, essenziale per la conservazione delle specificità ambientali del Mediterraneo.

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
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