L’ecoturismo, inteso come un’esperienza di viaggio responsabile che valorizza l’ambiente e il patrimonio culturale, trova in Puglia un esempio straordinario nel Parco rupestre Lama d’Antico, un luogo incantato, situato nelle campagne di Fasano, in provincia di Brindisi, è in realtà un’ampia testimonianza di civiltà rupestre, ovvero insediamenti scavati nella roccia che raccontano millenni di storia e un legame indissolubile tra l’uomo e il territorio.
Il Parco Rupestre Lama d’Antico, insieme ai vicini siti di San Giovanni e San Lorenzo, non è solo una destinazione turistica, ma un modello di conservazione e valorizzazione del patrimonio, dove l’esplorazione della natura si fonde con la scoperta di un’antica civiltà.
Tra geologia e storia
Per comprendere la vera essenza di questo luogo, è fondamentale chiarire la sua denominazione. Il termine “rupestre” fa riferimento alle formazioni rocciose e agli insediamenti scavati in esse, che sono il fulcro dell’area. Il nome “Lama“, invece, indica una tipica depressione del paesaggio carsico pugliese, un solco vallivo di origine erosiva che funge da bacino di raccolta delle acque meteoriche, simile alle gravine murgiane, ma con alcune differenze morfologiche e geologiche.
Il Parco si sviluppa proprio all’interno di una di queste lame, creando un micro-ambiente unico, ricco di biodiversità e storia. L’insediamento è uno dei più estesi in tutta la Puglia e fu abitato, a più riprese, dall’età preistorica fino al tardo Medioevo, come testimoniano i ritrovamenti archeologici. Le grotte non erano solo semplici abitazioni, ma un vero e proprio villaggio con stalle, luoghi di produzione e spazi comunitari, dimostrando una notevole ingegneria e adattabilità da parte delle antiche comunità.
La biodiversità mediterranea e la tradizione agraria
All’interno del Parco, vivono un’incredibile varietà di specie tipiche della macchia mediterranea e un perfetto equilibrio tra vegetazione naturale e paesaggio agrario. L’ambiente è dominato da ulivi secolari, alcuni veri e propri monumenti naturali con tronchi scolpiti dal tempo, e da maestosi carrubi. La flora spontanea è ricca e variegata, con cespugli di lentisco, mirto e timo che emanano profumi intensi, in particolare durante la primavera.
Tra la fauna, è possibile avvistare piccoli mammiferi, uccelli rapaci e rettili, che trovano rifugio tra la vegetazione e le cavità rocciose. La gestione del parco, attraverso un’attenta opera di manutenzione, assicura la conservazione di questo habitat, permettendo ai visitatori di osservare da vicino la ricchezza del patrimonio naturale pugliese in un contesto di assoluto rispetto.
Le attività sostenibili per esplorare il Parco
Il Parco rupestre Lama d’Antico si distingue per un’offerta ecoturistica che unisce la scoperta ambientale alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale. Le visite guidate, gestite da cooperative e associazioni locali, permettono di percorrere sentieri incisi nella roccia e di esplorare le grotte-abitazione e le chiese rupestri.
In particolare, le tre chiese di Lama d’Antico, San Giovanni e San Lorenzo, conservano al loro interno preziosi affreschi che, pur avendo subito l’usura del tempo, offrono una testimonianza unica dell’arte e della spiritualità del periodo. Oltre ai percorsi a piedi, sono disponibili tour in bicicletta, ideali per esplorare la piana degli ulivi che circonda il parco. L’esperienza è arricchita da laboratori didattici e attività come “Antichi mestieri“, che permettono ai visitatori, in particolare alle scolaresche, di partecipare attivamente, imparando le tecniche di produzione del sapone o l’arte della tintura, un tempo praticate in queste stesse grotte. Questa forma di turismo esperienziale promuove un legame profondo con il passato e un’educazione alla sostenibilità.
L’importanza della conservazione per il futuro del territorio
La gestione del Parco rupestre Lama d’Antico rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra enti pubblici e privati per la conservazione e la valorizzazione di un bene culturale e ambientale. L’accesso controllato e le attività a basso impatto ambientale sono progettati per proteggere il delicato ecosistema e i fragili affreschi rupestri, attraverso un modello di sviluppo sostenibile che garantisce che il parco rimanga un luogo di ricerca e di educazione, contribuendo non solo alla salvaguardia del patrimonio, ma anche allo sviluppo economico del territorio circostante, attraverso un turismo responsabile e di qualità.
La ricerca archeologica e lo studio delle testimonianze rupestri continuano, svelando nuovi dettagli sulla vita delle antiche comunità che hanno abitato questo luogo, arricchendo costantemente l’offerta culturale e scientifica del parco.

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
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