C’è una donna che vive in un trullo. Si chiama Clara, ed è la custode di cose che stanno scomparendo: i gesti, i saperi, gli oggetti, i racconti della Puglia che nessuna scuola insegna più. Custode delle tradizioni pugliesi e docente in progetti ispirati alla cultura popolare, Clara si occupa di ricercare e custodire i capisaldi della cultura locale e cimeli antichi nel suo trullo di famiglia.
Da anni collabora con Borgo Egnazia per organizzare eventi ed esperienze dedicati alla cultura pugliese. Nel 2023 quella collaborazione prende una forma più strutturata e ambiziosa: nasce l’Associazione CLARA — che porta il suo nome e la sua visione, trasformata in un progetto collettivo con obiettivi precisi.
Perché nasce CLARA
La storia di CLARA comincia da una constatazione semplice e scomoda: le arti antiche della Puglia stanno scomparendo. Non perché nessuno le valorizzi a parole — festival, sagre, comunicati stampa ce ne sono a sufficienza — ma perché mancano le condizioni concrete perché i loro custodi possano trasmetterle. I vecchi artigiani invecchiano senza apprendisti. Le tecniche millenarie si perdono quando muore chi le conosce. I saperi orali — ricette, filastrocche, riti, leggende — evaporano nel giro di una generazione se nessuno li documenta.
Mantenere le tradizioni pugliesi
Sin dalla costruzione delle mura bianche in tufo grezzo, Borgo Egnazia ha definito e mantenuto una grande promessa: promuovere e tutelare le tradizioni pugliesi, coinvolgendo la comunità locale in un ambizioso progetto capace di raggiungere e interessare un pubblico internazionale. CLARA è il modo in cui quella promessa è diventata istituzione.
L’associazione nasce nei primi mesi del 2023 — alcune fonti la collocano a fine 2022, altre all’inizio del 2024, ma il progetto è comunque recente e ancora in piena fase di costruzione. L’obiettivo è recuperare e donare nuova vita alle arti antiche, partendo dai custodi delle tradizioni locali.
Chi è Clara e chi sono i fondatori
Il nome dell’associazione è un omaggio alla sua principale ispiratrice. Milanese di nascita ma pugliese nell’animo, è la “padrona di casa” a Borgo Egnazia. Il profondo amore per questa terra e per le sue persone si è trasformato nel desiderio di ricercare e valorizzare la bellezza più autentica e i talenti più nascosti. Un’estensione naturale del suo progetto Bottega Egnazia, grande omaggio all’artigianalità e ai prodotti locali.
Tra i soci fondatori dell’associazione ci sono anche figure con una lunga storia nel territorio: ricercatori di tradizioni, organizzatori di eventi culturali, persone che hanno dedicato anni a documentare e diffondere la cultura popolare pugliese. L’associazione non nasce come progetto aziendale di Borgo Egnazia — nasce come progetto autonomo ispirato da Borgo Egnazia, con una propria governance e una propria missione che va oltre le attività del resort.
Cosa fa concretamente CLARA
L’associazione opera su tre assi principali che si intrecciano continuamente.
Recupero e documentazione
Il primo è il recupero e la documentazione. CLARA censisce i custodi delle arti antiche pugliesi — artigiani, cantastorie, ricercatori folk, detentori di saperi specifici — e crea le condizioni perché il loro sapere venga documentato prima di andare perduto. Non si tratta solo di filmati o archivi digitali: è la costruzione di relazioni con persone anziane che spesso non hanno mai pensato di essere custodi di qualcosa di prezioso, perché quello che sanno fare era, per loro, semplicemente il mestiere di famiglia.
Trasmettere realmente le tradizioni
Il secondo asse è la trasmissione. I laboratori che CLARA organizza — all’interno di Borgo Egnazia e nei borghi del territorio — non hanno come obiettivo primario il turismo esperienziale. Hanno come obiettivo la trasmissione vera: creare le condizioni perché qualcuno impari davvero, non solo assaggi. I laboratori di cartapesta, di ceramica, di lavorazione della cera d’api, di intreccio della paglia, di tamburello e pizzica sono pensati con una sequenza e una profondità che li distingue dai classici workshop turistici di un’ora.
Portare in Puglia ospiti da tutto il mondo
Il terzo asse è la visibilità internazionale. Borgo Egnazia porta ogni anno migliaia di ospiti da tutto il mondo in un territorio che pochissimi di loro conoscevano prima di arrivare. CLARA usa questa visibilità come canale — i ceramisti di Grottaglie che espongono nella Bottega Egnazia, i musicisti folk che si esibiscono nelle serate della Piazza del Borgo, i narratori di leggende locali che raccontano agli ospiti storie che neanche i pugliesi più giovani conoscono spesso. Ogni dettaglio è un omaggio e una celebrazione della Puglia.
Il calendario: dalla Festa del Borgo al Natale pugliese
CLARA è attiva durante tutta la stagione del resort, ma i momenti in cui la sua presenza è più visibile sono le grandi ricorrenze del calendario pugliese.
La Festa del Borgo — che si tiene alla fine di ottobre, prima della chiusura stagionale — è uno degli eventi più caratteristici: la piazza del resort si trasforma in una replica delle feste di paese pugliesi, con artigiani, musicisti, narratori e produttori locali che animano gli spazi con i loro mestieri. Gli ospiti non guardano uno spettacolo — partecipano. Si trovano a imparare come si intreccia la paglia, come si modella la creta, come si balla la pizzica con qualcuno che sa davvero farlo.
Il 28 dicembre la piazza di Borgo Egnazia ospita artisti pugliesi che fanno scoprire il mondo delle arti, della musica e delle antiche tradizioni locali, con laboratori dedicati alla cartapesta, alla creta, alla pizzica e al tamburello, accompagnati da esperienze culinarie che rivisitano i piatti della tradizione in chiave contemporanea.
Durante tutto il periodo natalizio, grazie all’Associazione Clara — un progetto mirato al recupero e alla valorizzazione delle tradizioni antiche e della cultura locale — i racconti e le antiche usanze del Natale pugliese prendono vita, intrecciandosi con le celebrazioni più contemporanee.
La differenza con il folklore da palcoscenico
Vale la pena dire una cosa scomoda: non tutto quello che si chiama valorizzazione delle tradizioni lo è davvero. Il rischio del turismo culturale è produrre folklore da palcoscenico — rappresentazioni delle tradizioni che esistono per essere guardate da un pubblico esterno, svuotate dalla funzione sociale originale, ridotte a performance. È un rischio concreto ogni volta che si porta una tradizione popolare dentro un resort di lusso.
La scelta dei custodi della tradizione e degli eventi
CLARA lavora esplicitamente contro questo rischio, con strumenti concreti. Il primo è la scelta dei custodi: non attori travestiti da artigiani, ma le persone reali che possiedono quei saperi. Il secondo è il contesto: i laboratori non sono spettacoli ma momenti di trasmissione, con una durata e una struttura pensate per permettere un apprendimento effettivo. Il terzo è la continuità: l’associazione non organizza eventi isolati ma costruisce relazioni di lungo periodo con le comunità del territorio.
L’importanza di tramandare le tradizioni della Puglia
Se questo progetto riuscirà nel suo obiettivo — dare alle arti antiche pugliesi un futuro invece di una vetrina — lo si vedrà nel tempo, quando qualcuno che ha partecipato a un laboratorio di CLARA avrà imparato abbastanza da tramandare a sua volta quello che sa. È un risultato difficile da misurare e facile da proclamare. CLARA sembra consapevole di questa difficoltà, e questo è già un buon segno.
Giacomo Padellaro è un editore digitale ed esperto di web marketing. È Co-fondatore e CEO della Linking Agency, azienda nata nel 2021 specializzata in Digital Pr, SEO e Web Reputation.
Ha fondato e sviluppato numerose testate editoriali digitali di successo, tra cui Gioco Pulito, Influent People e Best of Puglia.