La prima cosa da sapere sul centro storico di Andria è una che quasi nessuna guida turistica riporta: è il centro antico più grande dell’intera Italia meridionale. Non Napoli, non Lecce, non Bari Vecchia. Andria. Una città che il turismo nazionale ha praticamente ignorato — fermandosi a Castel del Monte sul colle a diciassette chilometri e poi ripartendo — custodisce uno dei borghi storici più estesi del Sud in uno stato di conservazione sorprendente, con i suoi vicoli medievali, i palazzi nobiliari con gli stemmi sui portali, le chiese di ogni epoca e, letteralmente sotto i piedi di chi cammina, un’intera città sepolta.
Questo articolo è una guida quartiere per quartiere. Non ai monumenti principali — quelli li trovate ovunque — ma ai luoghi che chi viene ad Andria per la prima volta non sa dove cercare, e che magari vuole abbinare un tour ad un’esperienza unica come quella di una visita ad un caseificio locale dove nasce la nota burrata di Andria.
Come è fatto il centro storico di Andria
Il centro storico di Andria si sviluppa su un pianoro leggermente sopraelevato secondo uno schema che riflette quasi mille anni di stratificazioni urbane. Il nucleo più antico si concentra intorno alla Cattedrale e a Piazza Catuma, da cui si irradiano verso l’esterno i rioni medievali, ognuno con la sua identità e la sua storia.
Il quartiere grotte di Sant’Andrea, fatto di un intricato di grotte tufacee e stradine adiacenti, è il più antico nucleo abitato. Più in periferia, il quartiere Casalino-Vaglio conserva la struttura originaria fatta di vie, viuzze, vicoli, passaggi sotterranei e a cielo aperto. Nel mezzo, i secoli successivi hanno depositato chiese romaniche, palazzi rinascimentali, conventi barocchi e case borghesi ottocentesche — tutto compresso in uno spazio percorribile a piedi in mezza giornata.
Una città costruita sopra un’altra città
La cosa più importante da tenere a mente mentre si cammina è questa: Andria è una città completamente costruita sopra un’altra città. Sotto ogni vicolo, sotto ogni palazzo, c’è un livello più antico. Ci sono grotte scavate nel tufo, cisterne profonde dodici metri, cunicoli che collegavano edifici diversi, stanze medievali oggi usate come cantine o garage. Non tutta questa Andria sotterranea è visitabile liberamente, ma una parte lo è, e vale la pena cercarla.
Piazza Catuma e il cuore del potere cittadino
Il punto di partenza naturale per qualsiasi visita è Piazza Vittorio Emanuele II, che tutti ad Andria chiamano semplicemente Piazza Catuma. La piazza più antica della città si estende per 6.070 metri quadrati ed è storicamente il centro di convergenza dei poteri della città: il Vescovado, simbolo del potere religioso; il Palazzo Ducale, simbolo della famiglia dominante; il Palazzo del Governatore, simbolo del potere civile.
Il nome Catuma non ha un’etimologia certa, ma la spiegazione più accreditata tra gli studiosi locali rimanda alla presenza di catacombe sotto la piazza — una Andria sotterranea a pochi metri sotto il selciato su cui passeggia chi non sa cosa c’è sotto.
Cosa vedere partendo dalla piazza
Sul lato della piazza che guarda verso la Cattedrale si apre il Palazzo Ducale, residenza dei Del Balzo prima e dei Carafa duchi di Andria poi. Il primo duca di Andria, Fabrizio Carafa, restaurò nel 1552 la residenza dei Del Balzo conferendole l’aspetto che caratterizza attualmente il palazzo. Il portale cinquecentesco è uno dei più eleganti della città: vale la pena fermarsi a guardare i dettagli scultorei prima di proseguire. Beniculturali
Dalla piazza partono in tutte le direzioni i vicoli del centro storico. La scelta di quale percorrere per prima è quasi indifferente — ci si perde comunque, e perdersi è il modo migliore per capire Andria.
La Cattedrale: quello che le guide non dicono
La Cattedrale di Andria — formalmente dedicata a Santa Maria Assunta e a San Riccardo — è il monumento più importante del centro storico. Le guide la citano sempre per le tombe delle mogli di Federico II, e giustamente: il nucleo monumentale cittadino culmina nella bellissima Cattedrale di San Riccardo e Santa Maria, luogo che accoglie le tombe di Iolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra, le due mogli di Federico II di Svevia.
Ma c’è qualcosa che quasi nessuna guida turistica segnala con la giusta enfasi: sotto la Cattedrale attuale c’è un’altra chiesa, più antica, che la Cattedrale ha letteralmente inghiottito nel corso dei secoli. La cripta è un’antica chiesa ricca di tesori, in origine posta sull’antico piano stradale e successivamente letteralmente inghiottita dall’attuale Chiesa Cattedrale. Scendere nella cripta significa scendere di quattro o cinque metri rispetto al piano stradale attuale e ritrovarsi nel livello della città medievale originaria. Le colonne, gli archi, gli affreschi conservati nelle pareti della cripta raccontano una storia molto più antica di quella che si vede in superficie.
La cripta sotterranea
All’interno della Cattedrale è custodita anche la Sacra Spina, una delle reliquie più venerate della città — una delle spine della corona di Cristo, portata ad Andria probabilmente in epoca medievale. Ogni anno il Venerdì Santo la reliquia viene esposta alla venerazione dei fedeli, un rito che attira devozione autentica e non ha niente della dimensione turistica.
La Cattedrale custodisce anche il reliquiario di San Riccardo, vescovo di Andria nel XII secolo, il cui culto rimane molto vivo tra i devoti della città.
Porta Sant’Andrea e il quartiere delle grotte
Uscendo dalla zona della Cattedrale verso nord-ovest si raggiunge il punto più antico dell’intero centro storico: il Rione Fellecchia e la Porta Sant’Andrea. La Porta Sant’Andrea è l’unica rimasta in piedi rispetto alle altre porte di accesso alla città medievale, ed è uno degli angoli più carichi di storia di Andria.
Sul portale c’è un’epigrafe latina che Federico II di Svevia lasciò incisa quando partì dalla città che amava tra tutte: Andria fedele, in me fitta sino al fondo del cuore — oh non sia mai che Federico la tua fedeltà oblii. La porta attuale, in chiaro stile rinascimentale, è formata da una parte basamentale in leggero bugnato e da un secondo livello scandito da quattro paraste. Fu ricostruita nel 1582, ma le fondamenta e la storia sono quelle dell’epoca normanna e federiciana.
Il quartiere più antico della città
Intorno alla Porta Sant’Andrea si sviluppa il quartiere più antico della città. In questa zona, visitando la Via Fellecchia, è possibile avere la visione di come era strutturata Andria medievale: una piazzetta lastricata sottoposta rispetto al livello delle strade di accesso che conserva intatto l’impianto abitativo originario.
Il Rione Fellecchia è anche il punto di partenza delle visite alla città sotterranea. A Largo Grotte e nel Rione Fellecchia si scopre la storia delle grotte andriesi, evacuate e poi occultate negli anni Cinquanta, di cui gli anziani ancora parlano e ricordano aneddoti e particolari. Fino alla metà del Novecento queste grotte erano abitate — erano case, stalle, magazzini, laboratori. Poi arrivò il piano di risanamento edilizio del dopoguerra e molte furono murate, coperte dal cemento, dimenticate. Alcune sono state riaperte negli ultimi anni e sono visitabili su prenotazione attraverso tour guidati.
L’Andria sotterranea: la città sotto la città
Il capitolo più straordinario — e meno conosciuto — del centro storico di Andria non si vede camminando per i vicoli. Si vede scendendo.
Andria è una città completamente costruita sopra un’altra città. Basta avventurarsi negli scantinati degli attuali palazzi del borgo antico per imbattersi spesso in arcate e porte murate che, se fossero demolite, permetterebbero l’accesso alla cosiddetta Andria sotterranea, cioè il centro abitato come appariva circa tre secoli fa.
La Casa Museo Borgo Murgia, nel cuore del centro storico, è il luogo dove questa Andria sotterranea è più accessibile: scendendo al primo livello e poi a più di sei metri rispetto al livello stradale attuale, fino a circa dodici metri all’interno di un’antica cisterna, si attraversano i piani di vita della città medievale, ognuno sepolto dal successivo nel corso dei secoli.
La grotta di via De Anellis è un altro esempio: situata dieci metri sotto il livello stradale, è accessibile grazie a una botola. Probabilmente era usata come stalla: in un angolo spicca una rientranza che somiglia a una mangiatoia. In via Santa Chiara esiste una galleria che si articola su due livelli ed è percorribile fino a una profondità di diciotto metri.
C’è anche la leggenda — mai confermata né smentita definitivamente — di un tunnel sotterraneo che collegherebbe Castel del Monte alla Cattedrale di Andria. I tour guidati della città sotterranea affrontano anche questa domanda, con la risposta che la storia locale può dare.
La Chiesa di Sant’Agostino e il chiostro-mercato
Uno dei luoghi più insoliti del centro storico di Andria non è classificato nelle guide come “attrazione turistica” e proprio per questo vale la pena cercarlo. La Chiesa di Sant’Agostino, nel cuore del centro storico, è una delle più antiche della città. Fondata dai Cavalieri Teutonici nel XIII secolo, presenta un grandioso portale gotico e un interno in stile barocco decorato con stucchi.
Quello che poche guide segnalano è il chiostro annesso: il complesso architettonico della chiesa di Sant’Agostino si completa con uno splendido chiostro, oggi sede del mercato coperto, e con un convento, sede attuale della biblioteca comunale. Un chiostro medievale trasformato in mercato coperto è uno di quei cortocircuiti temporali che si trovano solo nelle città con una storia lunga abbastanza da non sapere più dove mettere le cose. Bisogna entrarci la mattina, quando i banchi sono aperti e l’odore del mercato si mescola con l’architettura gotica tutt’intorno.
La Chiesa di San Domenico e il busto del Duca
Poco distante da Piazza Catuma si trova la Chiesa di San Domenico, uno degli edifici più stratificati del centro storico. È un vero e proprio insieme di stili architettonici: il grande portale è in stile rinascimentale, il campanile in pietra è caratterizzato da uno stile tipicamente barocco, mentre il convento annesso alla chiesa appare in perfetto stile gotico.
All’interno è conservato qualcosa che quasi nessun turista vede: il busto del duca Francesco II del Balzo, opera dello scultore Francesco Laurana. Francesco II del Balzo fu il signore di Andria nella seconda metà del Quattrocento, uno dei mecenati più raffinati del Sud Italia rinascimentale. La sua figura straordinaria può considerarsi all’origine della realizzazione di alcuni misconosciuti capolavori del Rinascimento pugliese, in contatto con il vasto ed eterogeneo panorama culturale dell’epoca. Il busto del Laurana — scultore dalmata che lavorò per le corti più importanti del Mediterraneo — è uno di questi capolavori, e si trova ad Andria quasi come un segreto custodito male. FAI
Le maschere apotropaiche: i volti di pietra nei vicoli
Chi cammina nei vicoli del centro storico di Andria con gli occhi alzati nota, sui portali di molti palazzi antichi, dei volti scolpiti in pietra. Facce grottesche, maschere con espressioni esagerate, figure che sembrano guardare chi passa dalla strada. Sono le maschere apotropaiche — elementi decorativi con funzione protettiva, eredità di una tradizione che mescolava il simbolismo cristiano con residui di credenze molto più antiche.
Tra i monumenti da ammirare nel centro storico di Andria ci sono le maschere apotropaiche, distribuite sui portali e sulle facciate dei palazzi nobiliari di tutto il centro storico. Non c’è un percorso segnalato per trovarle — bisogna cercarle camminando e guardando in su. Gli andriesi le conoscono e sanno dove sono; i turisti quasi mai le notano.
Sullo stesso tema si trovano gli stemmi nobiliari sui portali dei palazzi: ogni famiglia importante ha lasciato il proprio segno in pietra sopra l’ingresso di casa, e leggere questi stemmi è come leggere la storia sociale della città in modo completamente diverso da come la racconta un libro.
Il Santuario di Santa Maria dei Miracoli: tre chiese in una
Fuori dalla zona più densa del centro storico, ma ancora all’interno del perimetro urbano antico, si trova uno dei luoghi di culto più singolari di Andria. Il Santuario di Santa Maria dei Miracoli si sviluppa su tre livelli. Il livello inferiore, la chiesa rupestre di Santa Margherita del IX secolo, è il più antico. La laura basiliana include un’interessante sala a tre navate con decorazioni tratte dalla Genesi. In questa grotta è stata rinvenuta ed è presente tuttora l’icona bizantina della Madonna dei Miracoli. (fonte: Wikipedia).
Tre chiese sovrapposte in altrettante epoche: la grotta rupestre dei monaci basiliani del IX secolo, un edificio medievale intermedio, e il santuario barocco superiore del XVIII secolo. Il livello inferiore è accessibile e vale la visita soprattutto per l’icona bizantina, una delle poche della Puglia settentrionale in condizioni di conservazione così buone.
L’8 settembre, giorno della festa della Madonna dei Miracoli, il santuario è il centro di una delle celebrazioni religiose più sentite della città: una processione che raduna migliaia di fedeli da tutta la provincia.
Come organizzare la visita nel centro storico di Andria
Il centro storico di Andria si percorre a piedi. Non ci sono navette, non ci sono trenini turistici, non ci sono biglietterie all’ingresso dei quartieri. Si entra e si cammina.
Il tempo minimo per una visita decente è di tre ore. Per vedere anche l’Andria sotterranea bisogna prenotare un tour guidato in anticipo — la Casa Museo Borgo Murgia e il percorso delle grotte di Andria Sotterranea sono visitabili su prenotazione attraverso operatori locali. I tour durano circa due ore e partono generalmente da Largo Grotte o dal Rione Fellecchia.
Il momento migliore per camminare nel centro storico è la mattina presto — prima delle dieci — o il tardo pomeriggio dopo le diciassette. In queste ore la luce è migliore per le fotografie, il calore è sopportabile e i vicoli hanno ancora la loro atmosfera quotidiana, con i negozianti che aprono, i bar che servono il caffè e i bambini che vanno a scuola. È in questi momenti che il centro storico di Andria assomiglia a quello che è sempre stato: non un’attrazione turistica, ma una città che ci vive dentro.
Claudia Barbara è una giornalista digitale ed esperta di content strategy. Collabora con la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation, dove si occupa della pianificazione e gestione strategica dei contenuti. È inoltre giornalista presso alcune delle principali testate editoriali digitali dell’agenzia, tra cui Influent People, La Vera Cronaca e Best of Puglia, contribuendo alla loro crescita editoriale con un approccio attento alla qualità e alla rilevanza dei contenuti.