Lungo la costa adriatica della Puglia, tra le foci dell’Ofanto e il promontorio del Gargano, si estende un territorio di straordinario valore naturalistico che rappresenta la salina più grande d’Europa e la seconda al mondo. Le saline di Margherita di Savoia non sono soltanto un sito di archeologia industriale e di produzione economica primaria, ma costituiscono una zona umida di importanza internazionale, protetta dalla Convenzione di Ramsar.
Il vasto mosaico di bacini evaporanti e zone di raccolta del sale offre un habitat unico per migliaia di specie di uccelli, rendendo l’area una delle mete d’elezione per il birdwatching a livello mondiale. L’equilibrio delicato tra l’intervento umano, necessario per l’estrazione del cloruro di sodio, e la biodiversità spontanea ha creato un ecosistema dove la vita selvatica fiorisce in forme e colori di rara bellezza.
Un habitat modellato dal sale e dall’acqua
L’ecosistema delle saline è caratterizzato da una gradazione di salinità che varia drasticamente da un bacino all’altro. Questa particolarità chimico-fisica determina la presenza di organismi specializzati, come l’Artemia salina, un piccolo crostaceo branchiopode che prospera nelle acque ad alta concentrazione salina.
La presenza massiccia di questi microrganismi è il fulcro della catena alimentare locale, poiché attira una varietà incredibile di avifauna. Le saline si estendono su una superficie di circa quattromila ettari, dove le acque basse e calde favoriscono la proliferazione di alghe e batteri fotosintetici.
L’ambiente estremo, che risulterebbe inospitale per molte specie, è invece il rifugio perfetto per gli uccelli migratori che trovano qui cibo abbondante e protezione dai predatori terrestri grazie alla conformazione dei canali e degli argini.
Il protagonista indiscusso: il fenicottero rosa
Tra le oltre cento specie di uccelli che popolano o transitano nelle saline di Margherita di Savoia, il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) occupa un posto di rilievo assoluto.
Gli eleganti trampolieri hanno trovato nelle saline pugliesi non solo un punto di sosta durante le migrazioni, ma un vero e proprio luogo di nidificazione stanziale. La colorazione rosata del loro piumaggio, che rende il paesaggio quasi surreale durante i voli di stormo, deriva direttamente dalla loro dieta.
Nutrendosi di Artemia salina e di alghe ricche di carotenoidi, i fenicotteri accumulano pigmenti che si depositano nelle penne. Osservare queste creature mentre amoreggiano nell’acqua con il becco ricurvo, camminando con grazia sulle lunghe zampe sottili, è un’esperienza che riconnette il visitatore con la forza della natura.
La biodiversità oltre il rosa: avifauna e stagionalità
Sebbene il fenicottero sia l’attrazione principale, il birdwatching a Margherita di Savoia offre scenari che mutano con il cambiare delle stagioni.
Durante i mesi invernali e i periodi di passo, le saline si popolano di popolazioni numerosissime di avocette, con il loro caratteristico becco rivolto all’insù, cavalieri d’Italia, volpoche e diverse specie di aironi, tra cui l’airone bianco maggiore e la garzetta.
Non è raro avvistare esemplari di spatola o il raro gabbiano corallino. La zona è inoltre un punto di osservazione privilegiato per i rapaci che sorvolano le zone umide a caccia di prede, come il falco di palude. Ogni specie occupa una nicchia specifica all’interno dei bacini, distribuendosi in base alla profondità dell’acqua e al grado di salinità, creando una distribuzione che sembra seguire un ordine preciso e armonioso.
La gestione ambientale e la tutela del territorio
Il mantenimento di questo paradiso della biodiversità richiede una gestione attenta che sappia coniugare la produzione industriale del sale con le esigenze conservative. Le saline di Margherita di Savoia sono gestite come Riserva Naturale Statale, e l’accesso alle aree più sensibili è regolamentato per minimizzare il disturbo alla fauna, specialmente durante i delicati periodi di riproduzione.
Le strutture per il birdwatching, come capanni di osservazione e percorsi guidati, sono state progettate per consentire agli appassionati e ai fotografi naturalisti di ammirare gli uccelli senza interferire con le loro attività quotidiane. La collaborazione tra gli enti gestori della salina e le organizzazioni ambientaliste è fondamentale per monitorare lo stato di salute delle popolazioni di uccelli e per garantire che i livelli delle acque nei bacini siano mantenuti ottimali sia per la cristallizzazione del sale che per il sostentamento degli animali.
Consigli per il birdwatching
Per chi decide di avventurarsi nelle saline per osservare l’avifauna, è fondamentale scegliere i momenti giusti della giornata.
Le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio, quando la luce si fa più radente e dorata, non solo offrono le migliori condizioni per la fotografia, ma coincidono con i momenti di maggiore attività degli uccelli. È consigliabile dotarsi di un buon binocolo o di un cannocchiale terrestre, poiché molte specie tendono a mantenere una distanza di sicurezza dagli argini percorribili.
Indossare abbigliamento dai colori neutri che si mimetizzino con l’ambiente circostante aiuta a passare inosservati. Oltre all’osservazione visiva, il birdwatching nelle saline è un’esperienza uditiva: il richiamo costante degli stormi e il suono del vento tra i canneti creano un’atmosfera di pace assoluta, lontana anni luce dal rumore dei centri urbani limitrofi.
Il legame profondo tra comunità e natura
La presenza delle saline ha plasmato non solo il paesaggio, ma anche la cultura e l’economia della città di Margherita di Savoia.
Il sale ha garantito benessere alla popolazione locale per generazioni, ma oggi la comunità riconosce nel patrimonio naturalistico una risorsa altrettanto preziosa. Il turismo esperienziale e sostenibile legato al birdwatching sta diventando un pilastro fondamentale per lo sviluppo del territorio, unito anche alle terme, promuovendo una consapevolezza ecologica che coinvolge anche le scuole e i giovani residenti. La tutela dei fenicotteri e delle altre specie migratorie è diventata un motivo di orgoglio cittadino, trasformando la salina in un simbolo di convivenza possibile tra industria e rispetto per l’ambiente.

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
Nel corso della sua carriera ha contribuito alla crescita e allo sviluppo editoriale di numerosi progetti digitali, curando la produzione e la direzione dei contenuti con un approccio orientato alla qualità e alla visibilità online.