Dal 19 settembre al 4 ottobre 2026, la Galleria Comunale del castello più antico della città ospita la personale di un artista che trasforma il suono in pittura. La curatela porta la firma di Patrick Djivas, bassista storico della PFM.
C’è un dato che non è secondario, quando si parla di questa mostra: uno dei due curatori è Patrick Djivas. Non un critico d’arte, non un gallerista. Il bassista della Premiata Forneria Marconi — la band italiana di rock progressivo che negli anni Settanta entrò nelle classifiche britanniche e americane, suonò al Reading Festival e pubblicò cinque album in inglese — ha accompagnato e valorizzato il percorso artistico di Pasquale Colucci, contribuendo a costruire attorno alle sue opere una lettura che parta dalla musica, non dall’arte visiva. Un’impostazione coerente con il progetto: perché Colucci è, contemporaneamente, pittore e musicista.
«Art in Music» si svolge nella Galleria Comunale del Castello Aragonese di Taranto, in Piazza Castello, dal 19 settembre al 4 ottobre 2026, con apertura tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. L’ingresso è gratuito.
Chi è Pasquale Colucci
Nato nel 1975 a Cosenza e cresciuto nella provincia, ad Oriolo, Colucci ha sviluppato fin dall’infanzia un percorso parallelo tra pittura e musica. Il suo stile pittorico si muove nella tradizione astratta del Novecento — con richiami alle maschere africane, alle incisioni rupestri, all’arte contemporanea — e lavora su acrilici su tela con colori vivaci, spesso fluorescenti, che secondo la critica contribuiscono a far uscire la composizione dalla bidimensionalità del quadro.
Il nesso con la musica non è metaforico: Colucci compone e incide musica ispirandosi ai propri dipinti. «Il dipinto è l’immagine della sua musica e la musica è il suono del suo dipinto», come è stato detto in occasione di una precedente edizione della stessa mostra. Da questa simbiosi prende il nome il progetto espositivo — Art in Music — che Colucci porta da anni nelle sedi più diverse, con tappe documentate tra cui la Galleria Comunale del Castello Aragonese di Taranto in edizioni precedenti, e la Pinacoteca di Bari.
La curatela è affidata a Patrick Djivas — bassista della PFM dal 1974, naturalizzato italiano — e a Shou Kobayashi, figura critica con uno sguardo internazionale che ha contribuito a proiettare la ricerca di Colucci oltre i confini nazionali. La presentazione critica della mostra è firmata da Riccardo Riccardi, saggista, scrittore e giornalista, per molti anni firma de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Il Castello Aragonese: la sede come parte del racconto
«Art in Music» invita il pubblico a varcare la soglia del Castello e a lasciarsi guidare in un viaggio dove il colore prende ritmo, la musica acquista forma e l’arte torna a essere, prima di tutto, esperienza.
La sede non è una scelta neutra. Il Castello Aragonese di Taranto — costruito dagli Aragonesi nel XV secolo sull’isola che divide il Mar Piccolo dal Mar Grande — è una delle fortezze militari più imponenti del Mezzogiorno. La Galleria Comunale che ospita la mostra si trova all’interno del castello, in Piazza Castello, nella Città Vecchia. Visitare la mostra significa attraversare uno degli spazi architettonici più significativi della città dei due mari: un contesto che amplifica la percezione delle opere piuttosto che relegarle in uno spazio neutro.
Informazioni pratiche
| Dove | Galleria Comunale del Castello Aragonese, Piazza Castello — Taranto (Città Vecchia) |
| Quando | 19 settembre – 4 ottobre 2026 |
| Orari | Tutti i giorni · 9:00–13:00 e 16:00–19:00 |
| Ingresso | Gratuito |
| Curatori | Patrick Djivas · Shou Kobayashi |
| Presentazione critica | Riccardo Riccardi |
Nota: la mostra era già in corso al momento della pubblicazione di questo articolo. Ultima settimana disponibile dal 28 settembre al 4 ottobre 2026.
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